Internet delle cose, GB sceglie Mevaluate per rating reputazionale

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Roma, 14 gen. (askanews) – La società italiana Mevaluate è tra i destinatari di un grant di 43,5 milioni di Euro del governo inglese per la definizione di un rating reputazionale, nell’ambito del progetto promosso dal Consorzio internazionale Petras che nei prossimi tre anni esplorerà questioni chiave concernenti privacy, reputazione, fiducia, affidabilità, accettabilità e sicurezza legate alla diffusione dell’Internet delle Cose.

Il grant – si legge in una nota – è messo a disposizione da Engineering and Physical Sciences Research Council (Epsrc), l’ente governativo inglese per la ricerca in ingegneria e fisica, che intende promuovere la leadership globale del Regno Unito in “Internet delle Cose” e aumentare la connettività degli oggetti in tutte le imprese e nel settore pubblico.

Mevaluate Holding, fondata nel 2013 a Dublino da più venti professionisti e manager italiani, ha inventato l’unità di misura della reputazione e il rating reputazionale e con il Consorzio Petras (nove Università del Regno Unito e imprese internazionali del calibro di AT&T, Cisco, Toshiba, Telefonica, BT) si è aggiudicata il finanziamento governativo.

Mevaluate Holding, guidata dal Ceo Eduardo Marotti, attribuirà un rating reputazionale ai produttori di Internet delle Cose misurando il rispetto delle norme sulla privacy e sulla gestione dei dati nei confronti di centinaia di milioni di utenti nel mondo e determinerà così il grado di fiducia che gli stessi utenti possono riporre nei produttori di “Internet delle Cose”.

Mevaluate opererà per il Consorzio Petras con un comitato etico mondiale in cui con il ruolo di Advisor for International Law spicca il professor Giuseppe Tesauro, presidente emerito della Corte Costituzionale, già presidente dell’Antitrust e prima avvocato generale presso la Corte di Giustizia delle Comunità europee. Secondo Tesauro “l’invenzione di Mevaluate è straordinaria. Con il suo algoritmo – ha commentato – determina una inedita unità di misura della reputazione, trasformandola da percezione soggettiva a dato oggettivo, identificando così il grado di fiducia che diventa un rating reputazionale (nella forma A-A-A-100-100). L’indicatore offre tutte le possibili garanzie di indipendenza, incorruttibilità e autorevolezza perché è frutto di un calcolo, è ispirato dal Codice della Reputazione Universale ed è validato dal Wec, il Worldwide Ethics Committee”.

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