Con “Antimafia in digitale” Inag dà lo stop alle infiltrazioni criminali nelle imprese sequestrate e confiscate

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Roma, 28 ottobre 2019 – La Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere presieduta dal senatore Nicola Morra (M5S) si è riunita il 25 ottobre per l’audizione della delegazione Inag (Istituto nazionale amministratori giudiziari) formata dal presidente Giovanni Mottura, dal direttore generale Sandro Cavaliere e dal consigliere Giuseppe Sanfilippo. Continua a leggere

Gli amministratori giudiziari in commissione Antimafia

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L’AUDIZIONE

I rappresentanti di Inag: “Un case study tutto siciliano”.

La Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere presieduta dal senatore Nicola Morra (M5S) si è riunita oggi (25 ottobre) per l’audizione della delegazione Inag (Istituto nazionale amministratori giudiziari) formata dal presidente Giovanni Mottura, dal direttore generale Sandro Cavaliere e dal consigliere Giuseppe Sanfilippo.

Mafia: INAG, con digitale e IA stop a infiltrazioni criminali in imprese sequestrate (1)

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MAFIA: INAG, CON DIGITALE E IA STOP A INFILTRAZIONI CRIMINALI IN IMPRESE SEQUESTRATE’ =
Roma, 25 ott. (Adnkronos) – ”Servono poche ma decisive modifiche al
codice antimafia (considerato tra i più avanzati al mondo), sia per
scongiurare i rischi di infedeltà degli amministratori giudiziari
(pubblici ufficiali designati dalle sezioni misure di prevenzione dei
tribunali) e coadiutori dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati 
e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc), sia per costruire
una solida barriera ai tentativi di infiltrazioni criminali che
proseguono – con modalità sempre più sofisticate – anche nella
delicata fase di gestione legalitaria dei beni sottratti a tutte le
mafie che hanno un altissimo valore, ormai non solo simbolico ma anche
intrinseco”. E’ quanto ha sottolineato la delegazione Inag (Istituto 
nazionale amministratori giudiziari), formata dal presidente Giovanni 
Mottura, dal direttore generale Sandro Cavaliere e dal consigliere 
Giuseppe Sanfilippo, oggi in audizione davanti alla Commissione 
Parlamentare antimafia.
      Sono infatti circa 9.000 i procedimenti iscritti al 31 dicembre 2017,
a cui corrispondono 177.906 beni, di cui oltre 15.000 inseriti solo
nel corso dell’ultimo anno mentre sono 2.892 le aziende attualmente
gestite dall’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati 
alla criminalità organizzata (Anbsc). Ma i dati sono in evoluzione
esponenziale come dimostra la Guardia di finanza che solo nel 2018 ha
chiesto sequestri per un patrimonio che vale 5 miliardi, pari allo 0,2
del Pil stimato per il prossimo anno.
      ”Numeri da capogiro che – a parere dell’Inag – evocano per l’Anbsc il
ruolo di ”nuova Iri” e impongono l’adozione di innovazione 
tecnologica e normativa, modifiche procedurali a tutela del capitale 
umano, implementazione della Banca dati nazionale unica, uniformità di
trattamento dei professionisti impegnati a fianco dello Stato: i temi
sono diversi e tutti strategici per combattere al meglio questa
battaglia per il futuro del Paese, per ”legalizzare” le imprese di 
origine criminale, salvaguardandone al contempo sia il posizionamento 
di mercato, sia i livelli occupazionali”. (segue)

Mafia: INAG, con digitale e IA stop a infiltrazioni criminali in imprese sequestrate (2)

(Cro/AdnKronos)
ISSN 2465 – 1222
25-OTT-19 16:09
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MAFIA: INAG, CON DIGITALE E IA STOP A INFILTRAZIONI CRIMINALI IN IMPRESE SEQUESTRATE’ (2) =
(Adnkronos) – Nel guardare avanti in questo scenario, quale
associazione professionale del settore ”amministrazione giudiziaria”
(e professioni correlate), Inag ha promosso il case study ‘Antimafia 
in digitale’, deliberato recentemente dal consiglio direttivo Anbsc 
nel contesto di un partenariato pubblico privato ”gratuito” per il 
potenziamento sia del ‘Modello di organizzazione, gestione e 
controllo’ (Mogc) previsto dal decreto legislativo 231/2001, sia del
‘Codice etico’ previsto dalle correlate linee guida Confindustria a
beneficio delle imprese sequestrate e confiscate.
”Il case study Anbsc su una azienda definitivamente confiscata alla 
mafia siciliana – ha precisato Giovanni Mottura, presidente Inag –
prevede che questi documenti includano la richiesta e l’ottenimento 
dalle controparti nei rapporti obbligatori del “rating reputazionale 
digitalizzato, documentato e tracciabile”, che prende in 
considerazione gli ambiti penale, fiscale, civile, lavoro e impegno 
sociale, studi e formazione (per le persone fisiche), elaborato grazie
all’Intelligenza Artificiale (AI) e pubblicato dal periodico online 
Crop news (Cronache reputazionali oggettive personalizzate) edito da 
Crop news onlus in collaborazione con Apart (Associazione 
professionale auditor reputazione tracciabile), vigilata dal Ministero
dello sviluppo economico ai sensi della legge 4/2013 (professioni non 
organizzate in ordini o collegi), funzionale al «riconoscimento di 
affidabilità» attribuito alle stesse imprese sequestrate e confiscate 
da Federazione consumatori e utenti (costituita tra le associazioni 
Codacons, Codici, Konsumer Italia e aperta ad ulteriori adesioni)”.
(segue)

Mafia: INAG, con digitale e IA stop a infiltrazioni criminali in imprese sequestrate (3)

(Cro/AdnKronos)
ISSN 2465 – 1222
25-OTT-19 16:09
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MAFIA: INAG, CON DIGITALE E IA STOP A INFILTRAZIONI CRIMINALI IN IMPRESE SEQUESTRATE’ (3) =
(Adnkronos) – ”Il ”rating reputazionale digitalizzato, documentato e
tracciabile” si caratterizza – ha aggiunto Sandro Cavaliere,
direttore Inag – per essere elaborato secondo riconosciuti indicatori
e modelli di trasparenza, anche in ambito internazionale, ispirato al
principio di ”legalità conveniente”, secondo cui benefici
determinabili sono riservati a tutti i soggetti che a vario titolo
contribuiscono volontariamente a verificare onestà, abilità,
competenze e meriti per aumentare la trasparenza e determinare
l’incremento della correlata fiduciarietà nelle relazioni economiche,
costruito su informazioni documentate, sottoposte a ”controllo
pubblico diffuso”, aggiornate nel termine massimo di sessanta giorni
da ogni intervenuta variazione documentale, verificate da
professionisti specializzati nel controllo reputazionale (Ram –
Reputation audit manager, titolari di attestato di qualità e
qualificazione professionale dei servizi ai sensi della richiamata
legge 4/2013)”.
      Il Case Study promosso da Inag con Anbsc vuole sperimentare la
sicurezza come un bene che nasce dalla «collaborazione tra virtuosi»,
ossia dall’alleanza di soggetti che, anche se operano in campi
distinti, hanno missioni e statuti diversi, poteri diseguali,
collaborano alla edificazione dello stesso tipo di risultato, ciascuno
con il proprio apporto. Insomma, l’obiettivo consiste nel fornire uno
strumento pratico di ausilio ad una concezione di «sicurezza non
proprietaria», nel senso che non è attribuita alla esclusiva
competenza di un soggetto (in genere allo Stato e alle agenzie di
sicurezza dello Stato, in quanto monopolista della forza autorizzato a
farne uso legale) ma è la risultante di contributi che provengono da
attori e soggetti dei sistemi pubblico e privato.
(Cro/AdnKronos)
ISSN 2465 – 1222
25-OTT-19 16:09