Reputazione online? Ti aiuta l’avvocato.

Mag by Legal Community n°36 del 27.04.2015 – da pag. 60

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C’è posto per legali, notai e commercialisti nel progetto Mevaluate.

Immaginate di dover scegliere una baby-sitter attraverso un sito di recruitment o un’azienda alla quale affidare un appalto.

Immaginate di poter fare tutto questo contando sulla presenza di un rating, una sorta di “voto”, che oggettivamente indichi la reputazione e l’affidabilità di quel soggetto, calcolate sulla base di documenti ufficiali e certificati.

L’obiettivo del progetto Mevaluate (Mev) è proprio questo, «certificare in maniera obiettiva l’identità, le competenze e, in generale, la reputazione di tutti i soggetti, siano esse persone fisiche o persone giuridiche», spiega Eduardo Marotti, amministratore delegato di Mevaluate Holding, e creare una «banca etica online della reputazione».

Attraverso una serie di algoritmi, per i quali è stata presentata domanda di brevetto negli Stati Uniti, Mev individua un “rating della reputazione” che consente di determinare in maniera affidabile il grado di fiducia che può essere riposto in un individuo, un’impresa, un’istituzione pubblica e privata.

Lo scopo è dunque «rendere la reputazione un asset oggettivo e suscettibile di valutazione economica», aggiunge Marotti.

L’iniziativa italiana, attualmente in fase di sperimentazione, si sta allargando anche a livello europeo sotto il nome di progetto “VIRTUTE”, al quale partecipano fra gli altri anche i ministeri dell’Interno e dell’Economia e Finanze, le Università di Modena e Reggio Emilia e di Roma Tor Vergata, l’Università di Oxford, IBM Italia, l’ente di certificazione Rina Services, e Assofin (Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare).

Per gli studi legali il progetto può essere interessante non soltanto perché lo stesso studio, o anche un singolo avvocato, possono creare il proprio profilo e il proprio rating di valutazione, da presentare eventualmente in un beauty contest o valutando quello di un possibile collaboratore.

Gli avvocati, assieme a notai, commercialisti e revisori legali, possono anche partecipare attivamente al progetto diventando dei “consulenti reputazionali”.

COME FUNZIONA MEVALUATE

Il consulente reputazionale è il «garante della genuinità e della legalità della documentazione che viene presentata dal soggetto e sulla base del quale avviene il rating» continua Marotti.

La valutazione, infatti, si basa sui documenti presentati dalla persona o dall’azienda interessata a certificarsi, come ad esempio la dichiarazione dei redditi, il casellario giudiziale e il curriculum vitae, e consiste, in sostanza, in un codice alfanumerico (A-A-A-100-100) suddiviso in cinque sub-rating: penale, fiscale, civile, lavoro e impegno sociale, e solo per gli individui, anche studi e formazione.

Qualsiasi documento, da una lettera di raccomandazione all’attestato di partecipazione a un corso, può essere utilizzato per descrivere la propria posizione penale, civile e fiscale, nonché la propria attività lavorativa, sociale e la carriera scolastica.

Una volta calcolata la valutazione «chiunque può vederla online e per farlo deve effettuare una “query”, una richiesta che può essere semplice. In questo caso Mev fornisce solo il valore dei 5 sub-rating, o dettagliata, per conoscere il rating storico (ultimi 5 anni) e analizzare, visualizzare e scaricare i documenti che hanno determinato il rating attribuito», spiega l’amministratore delegato.

Tutti i soggetti possono inoltre documentare una controversia di qualsiasi genere con un terzo, integrare profili precedenti e rispondere a chi presenta delle certificazioni a proprio sfavore.

«Questo sistema aumenta la trasparenza e semplifica la gestione dei processi di selezione, controllo e monitoraggio dei fornitori, dei business partner, degli aspiranti dipendenti, dei collaboratori e dei clienti», afferma Marotti. Inoltre, osserva, può essere utile anche per i soggetti pubblici che vogliano prevenire casi di corruzione verificando a priori i soggetti con i quali intendono avviare una collaborazione.

Il costo del servizio è pari a 150 euro per le aziende e 80 per gli individui, un onere che verrà poi gradualmente «rimborsato ai soggetti attraverso delle royalties riconosciute sui ricavi Mevaluate» che derivano dai costi delle “query”, da 3 a 80 euro a seconda che sia semplice o dettagliata.

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IL CICERONE DELLA REPUTAZIONE

In questo contesto, i professionisti del diritto, nelle vesti di consulenti reputazionali, non solo hanno il compito di garantire la legalità della documentazione presentata, ma anche di «fornire una consulenza al soggetto con lo scopo di ottimizzare il rating il più possibile, ad esempio consigliando di presentare una referenza, evidenziando aspetti penali e fiscali particolari e valutando tutto ciò che possa essere utile a ottimizzare e accrescere la propria valutazione», spiega Marotti.

Per diventare un consulente certificato è necessario, oltre che rispettare determinati pre-requisiti, come ad esempio l’iscrizione all’albo da almeno 24 mesi (si veda il box), creare il proprio profilo Mevaluate e dunque richiedere il rating della propria valutazione.

«Una volta creato il proprio profilo – aggiunge Marotti – l’aspirante consulente reputazionale deve svolgere un corso di formazione online di 16 ore al termine del quale sostenere un esame via webcam». Superato il test si ottiene il certificato di abilitazione all’attività di “Consulente Reputazionale Mevaluate” rilasciato da Rina Services.

Tutti gli avvocati e i consulenti reputazionali certificati saranno poi elencati sul sito ufficiale e il cliente potrà scegliere a quale consulente rivolgersi. L’obiettivo, aggiunge, «è quello di arrivare a 3 mila consulenti certificati entro la fine del 2015 e a 12 mila entro tre anni» e per raggiungere tale scopo la società ha inoltre formulato una proposta di collaborazione alla Cassa Nazionale Forense finalizzata alla possibile stipula di una Convenzione in favore degli avvocati iscritti.

QUANTO COSTA

L’iscrizione, però, non è gratuita. Il prezzo è di 1.500 euro per aspirante consulente, e comprende, fra le altre cose, il corso di formazione, il certificato di abilitazione e la creazione del proprio profilo reputazionale, la polizza assicurativa RC professionale con AON e una quota in MIA – Mevaluate Italia Advisory, una società composta esclusivamente dai consulenti, che detiene il 20% di Mevaluate Italia, controllata da Mevaluate holding, che gestisce il progetto. «Quella del consulente reputazionale è una figura chiave – ricorda l’ad – e invece di considerala un consulente esterno abbiamo deciso di coinvolgerlo nella società, con tutte le responsabilità che ciò comporta, a garanzia di un servizio di maggiore qualità».

Secondo il coordinatore «è previsto un ritorno dell’investimento grazie a royalties previste sia per i servizi di certificazione, ovvero il 45% circa di quanto il soggetto paga. Ad esempio, è sufficiente la certificazione dei profili di 37 aziende oppure di 54 individui per ripagare la quota». Inoltre, il prezzo della consulenza è a discrezione del professionista.

Per Marotti si tratta dunque di «un’opportunità per gli avvocati, un modo per trasformare compliance e legalità in una fonte di ricavi e ampliare le opportunità professionali, soprattutto per i più giovani».

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